Quando ero piccolo, la frase che i miei mi dicevano sempre ogni volta che mi facevo male era sempre la stessa : "Non ti preoccupare, è tutta arte che entra". Così, quando frequentemente mi tagliavo, o mi procuravo ingenuamente lividi blu pensavo che fosse sempre colpa di questa maledetta arte che doveva in un certo qual modo farsi presente in me. Da allora di colpi e ferite ne ho presi tantissimi, sia nella vita quotidiana, sia in campo più strettamente medico, ma ne sono sempre uscito a testa alta e ben rinvigorito, per la serie "tutto ciò che non ti uccide, ti rende più forte". Facendo un breve calcolo, con tutta l'arte che mi dovrebbe avere pervaso, oggi dovrei essere un maestro di pittura al pari del Perugino o del Verrocchio, oppure una sorta di piccolo Mozart da tastiera digitale, o almeno un buon narratore al pari di tanti giovani della mia età o un pochino più grandi come chessò Brizzi? Ammaniti? (tremate) Saviano?
E invece no, niente di tutto questo, sono solo uno studente quasi zelante che sta per concludere (almeno per ora) la sua carriera universitaria. Tutta l'arte che ho dentro la sto probabilmente utilizzando per una tesi che va ben oltre le mie primarie aspettative e cui mi sto dedicando assiduamente da un bel pò di mesi, nella speranza che i frutti del mio lavoro non tardino ad arrivare. Attualmente sono in seduto sul divano di una casa che tra pochi mesi abbandonerò e in cui però ho passato tutti gli anni dei miei studi. Qui ho ascoltato musica, parole, discorsi, mi sono arrabbiato (come negli ultimi tempi), ed ho conosciuto persone che hanno meritato e meritano tuttora il dono dei miei sentimenti più buoni, così come ne ho conosciute altre cui riservo tutta la mia aspritudine e la mia malignità da essere umano rivolgendo loro pensieri di odio o indifferenza, incapace di sentirmi affievolito dalla "piccolezza dei loro sguardi"(come asserirebbe Givanni Lindo Ferretti).
Da qui, da questa piccola stanza, inizio a scrivere un blog destinato a diventare, tra i tanti da me iniziati, una vera e propria tabula rasa su cui annotare, disegnare, proporre ricordi o notizie di me, (ancora per poco) giovane studente universitario teso per una tesi che non sembra finire mai, e conscio del fatto che ogni piccolo incoveniente, rammarico, inquietudine o gioia sono e saranno solamente: arte che entra.