Piccoli problemi...

Oggi ho erroneamente sovrascritto 13 pagine di tesi...ne ho rifatte 10...e ho perso gli occhi.
Sono pronto per redigere una nuova relazione dal titolo: fare un backup ogni tanto salva la vita.
Sono un ragazzo distrutto. O meglio: sono un allegro ragazzo morto.
Ecco come mi hanno ridotto il caldo e la tesi (quello che ho in testa è il residuo dei capelli che si sono ristretti da soli :

Non ci credo...

Direttamente dal web ed in tema ricordi-malinconia-rabbia-devastazione-infanzia-adolescenza...ho casualmente trovato alcune foto, scattate da alcuni turisti (si , ho scritto bene turisti), che hanno passato un Natale nel mio paesino natio...chissà dove!

Sopra: L'entrata in città...notare sulla sinistra fasci di legna per accendere il fuoco e l'incoraggiante, solare, pubblicizzante scritta sbiadita, contornata da alberi e rami secchi. Ovviamente il "benvenuti a" è stato omesso.


Sopra: casa diroccata nel paesino adiacente al mio. Sui gradini in cui posano i due disperati stranieri,noi bambini eravamo soliti raccoglierci nelle assolate umide estati della nostra infanzia. Lì, inventavamo giochi estremamente didattici, tra cui tirarci i sottovasi verdi di plastica, distruggere muri, o nasconderci in macchie composte da rovi e ortiche.

Sopra: campi coltivati (più o meno) siti tra il mio paese (Campiglione) e quello sopra (Vezzanello). Raramente passavo da queste parti per tornare a casa dopo i pomeriggi di gioco, soprattutto dopo che scendendo in basso verso gli ulivi e ancora più giù dove scorre un canale, ho fatto un fugace incontro a distanza con alcuni ameni cinghiali. Sullo sfondo vi sono le bellissime Alpi Apuane, che altro non offrono ai paesi che le circondano, se non la perfezione di un paesaggio abbastanza unico.

E adesso, una carrellata di immagini che riguardano un luogo magico, che si può trovare solo incamminandosi lungo un sentiero sassoso e impervio, entrando in quella che comunemente è chiamata "selva".








In quanto indigeno ed esperto, posso affermare che esistono anche altre 2 varianti della medesima opera architettonica-artistica. Ma questa, probabilmente è la migliore, non per niente è stata definita e autoproclamata: villa della bellezza. Al suo interno ed intorno ad essa, altre opere d'arte come fosse un museo en plein air (si dice cosi?) in cui vengono esposti massimi capolavori di un astrattista senza pari che per dovizia di privacy chiameremo Signor R.
Sempre cari mi saranno i suoi canti dialettali legati alla stagione della mietitura e della semina, nonchè del vino novello.
A lui e a tutti i pazzi che contraddistinguono la mia infanzia e ravvivano (ehm, ehm..) il mio piccolo paese, un sentito grazie per farmi ancora ogni tanto sorridere, ma soprattutto per essere stati protagonisti di tante storielle che ho raccontato e racconterò in futuro.Alla fine se sono così, è anche un pò merito loro.
Grazie ovviamente anche a chi ha scattato le foto. Bravi, siete sopravvissuti ad un Natale fantascientifico!

Siamo agli sgoccioli.

Questa mattina mentre mio padre mi accompagnava alla stazione, abbiamo ricordato, non senza malinconia, quando parecchi anni fa percorrevamo la stessa strada per andare lui al lavoro ed io al liceo. Tutto è dovuto al fatto che in genere a fine maggio (e forse anche prima) alle 6 del mattino si potevano incontrare per strada tantissimi merli alla ricerca di un pasto, direi quasi gustoso, fatto da insetti o piccolissimi lombrichi. La via, alberosa e fresca si trasformava in una zona di caccia e di banchetto cui i bruni e scuri volatili proprio non sembravano voler rinunciare. Per me, allora minato dall'allergia e da un carico di studi che mi sembrava insormontabile, era simbolo dell'inizio della fine dell'anno scolastico. Per questo oggi il mio babbo ha collegato i merli, che simpatici becchettavano ancora (nonostante l'ora tarda: le 7) ai bordi della carreggiata alla fine dell'università...finalmente! In effetti sono giorni molto concitati, in cui se mi concedo una tregua, è per pensare a cosa dover aggiungere o correggere alle pagine già scritte per la tesi. Ci sono dei momenti in cui ritengo davvero di non potercela fare, vuoi il caldo, vuoi la stanchezza, vuoi mille altri pensieri, ma a volte credo proprio di voler alzare bandiera bianca, arrendendomi. Eppure vedere di nuovo i piccolo pennuti di fine scuola, questa mattina mi ha dato una spinta a darmi da fare per finire, sperando che ogni cosa vada al suo posto, sperando che tutto vada per il meglio e mi faccia godere almeno qualche settimana di riposo in cui potrò liberamente leggere, aiutare i miei, fare qualche capatina tra i bagnanti e i turisti, pensare al futuro.

Io: - guarda pà, ci sono i merli per la strada...
Papà - eh...allora su, vuol dire che ormai siamo agli sgoccioli!


Breve annotazione...

Nota a me stesso...
ieri sera quando sono rientrato a casa, verso mezzanotte, il termometro gigante del fruttaio qui sotto sogghignava con i suoi 23 gradi...a mezzanotte...il 20 maggio!
Ormai ritengo sia possibile che in un breve periodo, la pianura del parmense possa diventare area desertica o quantomeno tropicale. D'altronde la desertificazione (di cemento) già sposorizzata e messa in atto dal sindaco sta dando i suoi frutti, ieri sera le fogne trasudavano olezzo di morte misto a sudore. Non avevo ancora ben chiaro il concetto che i liquami potessero sudare...ma ora ne sono esperto e per di più testimone!

Io e i miei amici prendiamo l'aeritivo accaldati, vicino a noi una giovane più che abbordabile!
Sopra: io e i miei amici prendiamo l'aperitivo accaldati, vicino a noi una giovane più che abbordabile che ci guarda con cupidigia ed istinto animale!

Incipit

Quando ero piccolo, la frase che i miei mi dicevano sempre ogni volta che mi facevo male era sempre la stessa : "Non ti preoccupare, è tutta arte che entra". Così, quando frequentemente mi tagliavo, o mi procuravo ingenuamente lividi blu pensavo che fosse sempre colpa di questa maledetta arte che doveva in un certo qual modo farsi presente in me. Da allora di colpi e ferite ne ho presi tantissimi, sia nella vita quotidiana, sia in campo più strettamente medico, ma ne sono sempre uscito a testa alta e ben rinvigorito, per la serie "tutto ciò che non ti uccide, ti rende più forte". Facendo un breve calcolo, con tutta l'arte che mi dovrebbe avere pervaso, oggi dovrei essere un maestro di pittura al pari del Perugino o del Verrocchio, oppure una sorta di piccolo Mozart da tastiera digitale, o almeno un buon narratore al pari di tanti giovani della mia età o un pochino più grandi come chessò Brizzi? Ammaniti? (tremate) Saviano?
E invece no, niente di tutto questo, sono solo uno studente quasi zelante che sta per concludere (almeno per ora) la sua carriera universitaria. Tutta l'arte che ho dentro la sto probabilmente utilizzando per una tesi che va ben oltre le mie primarie aspettative e cui mi sto dedicando assiduamente da un bel pò di mesi, nella speranza che i frutti del mio lavoro non tardino ad arrivare. Attualmente sono in seduto sul divano di una casa che tra pochi mesi abbandonerò e in cui però ho passato tutti gli anni dei miei studi. Qui ho ascoltato musica, parole, discorsi, mi sono arrabbiato (come negli ultimi tempi), ed ho conosciuto persone che hanno meritato e meritano tuttora il dono dei miei sentimenti più buoni, così come ne ho conosciute altre cui riservo tutta la mia aspritudine e la mia malignità da essere umano rivolgendo loro pensieri di odio o indifferenza, incapace di sentirmi affievolito dalla "piccolezza dei loro sguardi"(come asserirebbe Givanni Lindo Ferretti).
Da qui, da questa piccola stanza, inizio a scrivere un blog destinato a diventare, tra i tanti da me iniziati, una vera e propria tabula rasa su cui annotare, disegnare, proporre ricordi o notizie di me, (ancora per poco) giovane studente universitario teso per una tesi che non sembra finire mai, e conscio del fatto che ogni piccolo incoveniente, rammarico, inquietudine o gioia sono e saranno solamente: arte che entra.