Questa mattina mentre mio padre mi accompagnava alla stazione, abbiamo ricordato, non senza malinconia, quando parecchi anni fa percorrevamo la stessa strada per andare lui al lavoro ed io al liceo. Tutto è dovuto al fatto che in genere a fine maggio (e forse anche prima) alle 6 del mattino si potevano incontrare per strada tantissimi merli alla ricerca di un pasto, direi quasi gustoso, fatto da insetti o piccolissimi lombrichi. La via, alberosa e fresca si trasformava in una zona di caccia e di banchetto cui i bruni e scuri volatili proprio non sembravano voler rinunciare. Per me, allora minato dall'allergia e da un carico di studi che mi sembrava insormontabile, era simbolo dell'inizio della fine dell'anno scolastico. Per questo oggi il mio babbo ha collegato i merli, che simpatici becchettavano ancora (nonostante l'ora tarda: le 7) ai bordi della carreggiata alla fine dell'università...finalmente! In effetti sono giorni molto concitati, in cui se mi concedo una tregua, è per pensare a cosa dover aggiungere o correggere alle pagine già scritte per la tesi. Ci sono dei momenti in cui ritengo davvero di non potercela fare, vuoi il caldo, vuoi la stanchezza, vuoi mille altri pensieri, ma a volte credo proprio di voler alzare bandiera bianca, arrendendomi. Eppure vedere di nuovo i piccolo pennuti di fine scuola, questa mattina mi ha dato una spinta a darmi da fare per finire, sperando che ogni cosa vada al suo posto, sperando che tutto vada per il meglio e mi faccia godere almeno qualche settimana di riposo in cui potrò liberamente leggere, aiutare i miei, fare qualche capatina tra i bagnanti e i turisti, pensare al futuro.
Io: - guarda pà, ci sono i merli per la strada...
Papà - eh...allora su, vuol dire che ormai siamo agli sgoccioli!
Io: - guarda pà, ci sono i merli per la strada...
Papà - eh...allora su, vuol dire che ormai siamo agli sgoccioli!

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